giovedì 18 marzo 2010

Locomotive breath


Ore di viaggio, e ancora più ore di ritardo.
Migliaia e migliaia di sguardi, alcuni che durano un istante, altri che si soffermano e permangono a lungo, e che spesso mi ritrovo a doverli fermare sulla carta, anche a costo di sciuparli un po'. Durante anni di pendolarismo molti viaggiatori appisolati sono stati gli inconsapevoli modelli per i miei esercizi di anatomia, panneggio e quant'altro... con risultati dubbi, visto che il mio sguardo insistente spesso li svegliava sul più bello e mi ritrovavo a dover camuffare con aria imbarazzata quei ritratti impietosi...
Alcuni incontri divengono spunti per elaborazioni successive, soprattutto di personaggi bizzari, tristi o particolarmente affascinanti che hanno la sfortuna di colpire la mia immaginazione.


P.S. Con alcuni compagni di classe abbiamo anche ricavato una fanzine, "Chemin de fer", dagli innumerevoli spunti che le FS forniscono con le loro giustificazioni per i ritardi...ognuno di noi ha immaginato cosa accade su di un treno quando una frenata improvvisa in mezzo alla campagna porta ad un'ora di attesa senza spiegazioni...soprattutto che cosa può essere successo? Lo scoprirete andando a cercare il primo numero di Chemin de fer in qualche polveroso scaffale di fumetterie di provincia o aspettando la prossima uscita!^^


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