Mentre ascolto musica di cui non me ne frega un cazzo solo perché è nuova per me, penso a quello che mi è stato detto ultimamente: non posso fare il passo successivo in quello che faccio finché continuerò ad auto-censurare la mia follia.
Un esempio è il post di ieri, in cui, come faccio spesso, ho cancellato il contenuto di un baloon...e se cancelli le parole di qualcosa concepito come insieme di immagine/parole, è ovvio che quella cosa non sarà completa, perderà in buona parte la sua natura. L'ho fatto perché pensavo fosse un'intimità che non andava condivisa, ma non ho avuto paura di condividere il resto...e il coraggio a metà non è coraggio.
Quindi ecco qui il tassello mancante. Era di nessuna importanza, ma il fatto stesso di negarlo gliene ha attribuita fin troppa. Rimontatelo voi.


1 commento:
Hai detto proprio una cosa essenziale con cui combatto spesso! Io penso che l'auto-censura sia una vera malattia dell'animo. Può essere paura di esporre il proprio intimo, di non essere compresi, di sbagliare, un discorso di convenienza .... può divenire anche un meccanismo inconscio che risucchia le idee appena appena escono! Quello che è sicuro è che ci fa del male e ci banalizza!
Darsi alle arti serve a vincere questa cappa dell'anima che il quotidiano proprio non aiuta in questo.
E poi è bello vederti scrivere qualche parola in più su di te ed il tuo lavoro. ;)
Ciao
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